VINOTECA: novità sul lungofiume Olona

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Ci spostiamo oggi dalla città alla provincia per parlare di Vinoteca, nuova enoteca legnanese che vanta di essere una delle poche attività direttamente sul lungofiume Olona, all’interno della modernissima struttura commerciale delle Gallerie Cantoni.

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La promenade, da poco sistemata, conduce direttamente all’ingresso del locale, molto semplice nel suo interno ma con piccoli dettagli che non passano inosservati.

Qui è possibile pranzare, cenare, ma anche ritrovarsi per merende e aperitivi con affettati e ottimo vino, anche sfuso da asporto.

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E’ possibile inoltre acquistare prodotti tipici, ottima idea sia per fare dei regali “gourmet” sia perchè non si trovano nella grande distribuzione.

Curate anche le stoviglie, ma l’arredamento e l’ambiente sono ancora un pò da arricchire (il locale è aperto da poco), ma sono sicuro che il buongusto dei ragazzi che ci lavorano non tarderà a manifestarsi magari facendo sempre attenzione ai dettagli vintage-antiquariato e un pò anche allo stile “casa della nonna” che vanno moltissimo ultimamente.

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Inoltre birre artigianali e prodotti tipici. Anche il vinbrulè che in questo piovoso febbraio casca a pennello. Prezzi onesti e personale molto cortese e giovane.

Insomma, un posto diverso dal solito, con ottime potenzialità di sviluppo, che sicuramente da un tocco in più nella quantomeno scarsa scelta di vinerie con cucina nel centro città.

E poi la posizione è ottima, in una zona appena risistemata e a due passi dal bellissimo centro storico di Legnano, ricco di negozi e vitalità.

VINOTECA

Via Lungo Fiume Olona 8 Legnano (impostare il gps su Via Talisio Tirinnanzi)

Telefono 0331 197 77 89

Orari: Lun – Dom 10:30 / 23:30

VINOTECA LEGNANO su Facebook

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ZAZA’ RAMEN: non tutto fa brodo.

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New entry nel panorama food meneghino, questo deliziosissimo noodle bar con ristorante stupisce per la sua atmosfera minimale ma molto calda e ricca di vibrazioni all’interno del locale.

Appena entrati, una domenica a pranzo, tutto lo staff si è mostrato spontaneo, sorridente, educato, e molto preparato sul menù.

Ci accoglie Emanuele Glovi, che con la sua trascinante simpatia ci illustra a noi novelli nel mondo Ramen tutte le varie possibilità di abbinamento e composizione.

Che dire: una presentazione fantastica per un tipo di cucina che mi ha estasiato e che non avevo mai provato prima. Ottimo il brodo, ma anche le uova, per non parlare delle verdure freschissime e la carne tenera. Anche il ramen marittimo del mio commensale era ottimo, con un pesce “che parlava”.

Bravi!

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Zazà Ramen / Via Solferino 48 Milano / Tel. 02 3679 9000

Zazà Ramen Facebook Page

CENA CON ME: il quinto capitolo

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Riappropriarsi della città e della sua dimensione spaziale. Un nuovo concetto di stare bene insieme, di vivere il proprio spazio urbano, condividendo personalità e cibo in maniera aperta, disinvolta e senza schemi.

Scoprire se stessi e gli altri, attraverso uno dei bisogni primari dell’uomo, il cibo. Possibilmente ottimo e ben presentato in lunghe tavolate imbandite ad hoc. 1052961_10151676240243426_1852452011_o

Ogni evento è un capitolo, ogni evento ha un tema diverso, un’ispirazione diversa, tramite suggestioni da vivere e da interpretare liberamente, ma sempre con stile e buon gusto.

Il quinto capitolo di questa “saga urbana” è stato Sabato 19 Ottobre presso la Galleria del Toro di Piazza San Babila, location svelata rigorosamente e solamente 24 ore prima della cena.

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Tutto questo è CENA CON ME, comunità urbana no profit creata da più di due anni dalla mente dalla gallerista milanese Rossana Ciocca con l’aiuto dell’amica pubblicista Alessandra Cortellezzi, un binomio tutto al femminile che conta però anche sull’aiuto di uomini rampanti e attivi nell’organizzazione della community.

Definirlo “picnic urbano” sembra quasi riduttivo, flash-mob mi sa troppo di marketing. CENA CON ME è davvero qualcosa di difficile da descrivere.

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A livello pratico è un ritrovo ad una certa ora e in un certo luogo di una comunità di persone che imbandiscono la tavola, cenano, parlano, cantano, ballano, si divertono, e nella notte svaniscono, smontando tavolini, riponendo le stoviglie rigide nei cestini e dileguandosi nello spazio urbano senza lasciare traccia.

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Insomma, è un momento da vivere per riprendersi Milano, riprendersi la gioia di cenare per strada, in piazza, che sia un mezzanino di un metrò o una galleria porticata del centro.

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Cercate “cenaconme” su facebook e preparatevi al prossimo evento!

MARINA DI NISIDA: il mare non fa più paura

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Una serata squisita quella di ieri sera presso Marina di Nisida, ristorante di pesce in Viale Sarca 73 a Milano, nel moderno quartiere Bicocca.

Certo, voi direte, Nisida lo conoscono già in tanti come uno dei simboli della cucina partenopea a Milano, nelle due sedi di via Porro Lambertenghi 19 in Isola e in quella di Via Salvatore Pianell 43.

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Ma qui la musica cambia, si parla di mare. Ad accoglierci in sala il giovane e simpaticissimo Antonio Castellano, arrivato fra i finalisti della Mostra d’Oltremare di Napoli come chef emergente. Ci ha colpito molto la sua disponibilità e la sua veracità informale, che nella nostra tavolata ha fatto solo piacere.

Anche la struttura devo dire è molto curata, dall’arredamento alla cucina, dove il colore dominante è il bianco, conferendo così un grande senso di eleganza e buon gusto.

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Ci sono stati proposti degli ottimi antipasti, dai gamberi, alle fritture, al polpo con patate, alla magnifica conchiglia di mare. Poi è stata la volta degli “arancini neri” e del polpo con pomodorini e capperi, quest’ultimo quello che ho preferito su tutti. Ma anche il mitico “panuozz” con salsiccia e friarielli non è passato inosservato.

A chiudere con i dolci un leggero ma gustoso cannolo di pasta sfoglia al tiramisù e il tortino al cioccolato con cuore caldo.

La scritta in una delle tre sale recita “’O mare fa paura”, ma questa sera il mare, al Marina di Nisida, non ci fa più paura.

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GIF: come raccontare la queer culture milanese

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Se non lo sapete vedo lo dico io: chi oggi non sa cosa sono le .gif è decisamente fuori dalle corse. “Off to the races” direbbe Lana Del Rey.

Il GIF (Graphics Interchange Format) è un formato per immagini digitali di tipo bitmap molto utilizzato nel World Wide Web, l’estensione GIF viene usata per i file di grafica memorizzati secondo uno standard definito da CompuServe e ora divenuto molto diffuso grazie a Internet. (Fonte Wikipedia)

Ma sì dai, sono quelle immagini animate che vedete spesso su Tumblr, quelle che ritraggono spesso Britney Spears in espressioni grottesche.

Finiti i tempi d’oro per Msn Messenger (parliamo del 2004) dove fra un trillo, una .gif animata e una videochiamata si rimorchiava alla grande il tizio di turno della chat. Ormai le gif sono tornate in pompa magna per comunicare situazioni o concetti in maniera molto più divertente e assolutamente “calzante” della vita di tutti i giorni.

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Ecco i due blog di Tumblr che ogni giorno ci raccontano stereotipi e situazioni esilaranti della vita gay milanese: uno è Gays of Porta Venezia e l’altro è Bears of Milano, in entrambi i casi grasse risate garantite.

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Anche questa è “queer culture”, molto ma molto POP!

Q21 CLUB: la tripletta bislacca

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Tre serate “tanta roba” per un locale che da sempre ha fatto muovere i piedini e le spallucce a noi nightclubbers milanesi.

Forse non tutti lo sanno, ma a cavallo dei due millenni in via Padova 21 esisteva già una serata, chiamata “Bar Partiqular”, dove il fondatore e dj Carlo Mognaschi faceva ballare una Milano ai tempi abbastanza dark, dove il linguaggio della club culture era meno patinato e social.

Da tre anni a questa parte il tutto è tornato in vita e si chiama Q21.

La stagione 13/14 è assai ricca, e suddivisa in tre serate completamente diverse fra loro, una il giovedì, l’altra venerdì ed infine anche il sabato.

Ma andiamo con ordine.

Il giovedì rompe il ghiaccio la nuova serata “FRESHPUTIN!”, che è l’unione di due realtà già esistenti. La prima è quella della Razzputin Crew, dove i resident Dj Dave (Davide Monteverdi) e Dj Donut (Donatella Tenchio) ci hanno letteralmente fatto impazzire nelle vecchie location quali il mitico Sottomarino Giallo di via Donatello 2 e il B-Space in via Alserio 5. La seconda è lo staff di “SoFresh!” dove il capitano Flavio DubMama e il suo gruppo Swag Milano anima con successo le frequenze di Burger Radio, la radio di RapBurger.com

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Il venerdì del Q21 invece è sempre nelle mani dell’ormai consolidato q|LAB che è arrivato alla sua 3a stagione, dove i resident djs Carlo Mognaschi nella Room 1 e di Stefano Protopapa nella Room 2 fanno ballare barbuti e modaioli all nite long all’insegna della ricerca musicale e della sperimentazione di essa sull’uomo.

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Il primo sabato del mese, infine, è affidato a due serate apprezzatissime dal panorama milanese e che si uniscono per l’occasione: sto parlando di Polyester 80’s e Cockette.

La prima, capitanata da Simone Black Candy insieme a StarCrazy e Ziggy, ha incendiato per ben 4 stagioni le sale del Toilet Club e quest’anno darà anche spazio alle live art performances di Melancholie (mit Monstern).

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Nell’altra sala invece è la volta di Cockette, serata organizzata da Claudio e Damian che da sempre strizza l’occhio al mondo bear. Sabato sera ospite d’eccezione Savas Pascalidis direttamente da Berlino che con le sue sonorità techno è da 20 anni che smuove i dancefloor europei e non solo.

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Insomma, per il Q21 una tripletta davvero bislacca per questo 2013/2014, che vede snodarsi da giovedì a sabato tre serata diversissime tra loro ma con una grande identità consolidata negli anni con grandi sforzi e sicuramente tanta passione.

Q21, Via Padova 21, Milano.

MILANO QUEER: la mia lista su Foursquare

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Forse non tutti voi lo sanno, ma se cercate nella rete su Google “guida gay milano” vi renderete conto che quello che troverete è più vecchio della Nonna Belarda.

Manco fossimo rimasti al 1998.

Nomi sbagliati o scritti male, locali inesistenti e forse mai esistiti, posti lerci e luridi che diciamo non rappresentano proprio quello che ci si potrebbe aspettare dalla nightlife di una città fino a prova contraria cosmopolita come Milano.

Mi chiedo come un povero turista crucco, inglese, russo o da qualunque altra parte del globo riesca a orientarsi fra queste pagine web desuete e poco aggiornate, ma soprattutto per niente cool diciamolo.

Ma si sa, le serate e le location cambiano di continuo, e nessuno ha lo sbattimento di tenerle aggiornate in un unico elenco accessibile facilmente, tranne me ovviamente.

 

Quindi un pò di tempo fa, mesi ormai non ricordo, il sottoscritto si è rimboccato le maniche e ha creato una lista su Foursquare, app per iPhone e Android conosciuta da molti (ma non ancora da tutti) che consente di fare i soliti check-in nei luoghi dove ci troviamo e lasciare le recensioni del caso. Per chi non lo sapesse Foursquare è l’app di riferimento ufficiale per i geotag di Twitter, Instagram, Vine a altri, quindi abbastanza importante direi.

Questa lista, che poi di fatto è un elenco della spesa, viene aggiornata ogni mese ed è visualizzata sullo schermo come una sorta di classifica delle serate esistenti in the city.

Chiaramente priorità assoluta alla qualità della serata, come dire: chi ha orecchie per intendere intenda.

Ebbene sì: un vero e proprio servizio pubblico, una piccola associazione no-profit dove ci si sbatte per beneficenza!

Invito tutti quindi a scaricare Foursquare sul proprio smartphone e seguire la lista denominata “MILANO QUEER” e possibilmente di condividerla coi vostri amici, parenti e animali domestici.

Questo è il link MILANO QUEER list on Foursquare

Così non potrete più dire che a Milano non c’è niente da fare.

BLING RING: le colline maledette

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Sono appena uscito dal mitico multisala di Cerro Maggiore, non ci andavo da prima dell’estate, e come sempre questo luogo a me e ai miei amici regala sempre grandi emozioni: dal sapore molto provinciale, appena si varca la soglia si sente quell’odore nauseante di popcorn con teenager petulanti vestite Bershka e Accessorize total outfits.

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Tutto questo per introdurre il film che abbiamo visto, ovvero l’atteso BLING RING di Sofia Coppola. E come non parlarne in questo spazio chiamato Milano Hills?

Dall’atmosfera assolutamente teen-pop, questo film varca il trend di tutte quelle “good girls gone bad” alla Miley Cyrus che da Hannah Montana sono finite a leccare martelli e strusciarsci a novanta sui pacchi generosi di uomini navigati in mondovisione.

La trama è davvero semplice: cinque ragazze e un ragazzo che frequentano una scuola superiore di Los Angeles, annoiati dalla vita e dai pochi stimoli della loro adolescenza, decidono di “diventare qualcuno” svaligiando le case di attori e starlette sulle colline hollywoodiane, spesso con i proprietari fuori casa e quindi incustodite.

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Dopo qualche incursione senza alcun problema (sembra che Paris Hilton abbia la pessima abitudine di lasciare le chiavi di casa sotto lo zerbino), ovviamente i ragazzi vengono ripresi dalle telecamere di sorveglianza, e iniziano così le indagini, che li porteranno, ognuno a suo modo, ad affrontare il problema con i propri genitori e a rincontrarsi dopo tempo nell’aula del tribunale, come se non si fossero mai frequentati davvero, nè fossero mai stati amici.

Tratto dall’articolo di Nancy Jo Sales pubblicato su Vanity Fair e intitolato “I sospetti indossavano Laboutin”, Bling Ring ha una sceneggiatura minimale, come la maggior parte dei lavori dell’erede di Francis Ford Coppola.

Un film dalla colonna sonora a mio avviso stupenda, un acid-hiphop dal sapore high school californiano. Anche la fotografia non male, ma il ritmo, quello a tratti deludente: troppe scene dei protagonisti che rubano nelle case, senza trattare magari altre dinamiche psicologiche che si sono venute a creare fra i vari personaggi.

Il film ha aperto il Festival di Cannes e gli attori li ho trovati adatti alla pellicola: in particolare Emma Watson sempre bellissima e credibile nel ruolo di Nicki Moore, e il vero protagonista del film, Israel Broussard nel ruolo di Marc Hall, ragazzo gay ed emarginato che si aggrappa a questo gruppo di ragazze per riempire il suo vuoto e sentirsi qualcuno nel mondo.

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Insomma, per essere Sofia Coppola non un film particolamente impegnativo, che gioca molto sull’immagine e su questo trend mondiale del mood californiano.

Ad ogni modo, a mio avviso un affresco inquietante della società moderna in salsa pop, ambientato sulle colline maledette più famose del mondo.

GLITTER CLUB: la stagione perfetta

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L’avevano annunciata come una nuova e inedita stagione, piena di novità e con una location tutta nuova, e così è stato. E’ tornato in centro città, addirittura dentro i bastioni, e lo fa in maniera impeccabile.

Nato dal genio di illustri creativi milanesi agli inizi degli anni duemila, il Glitter Disco è una delle serate più interessanti della città come atmosfera, musica, pubblico e performers. Passando per diverse location negli anni, dal Santa Tecla in centro all’HD in città-studi, il Glitter è un “modus vivendi” per tutti quei ragazzi interrotti che si sentono forever young inside.

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Qui si balla davvero “come le matte”, capita di limonare duro con lo sconosciuto di turno, si sudano le sette camicie (anche se sono decisamente di più le canottiere) e ci si sbronza facilmente e senza sforzo urlando sopra l’ultima hit di una delle reginette del puttan-pop quali Ke$ha o Miley Cyrus. Ragazzi acerbi mischiati a uomini navigati e barbuti, camioniste e belle fregne in compagnia mischiate all’hipster di turno. Tutti insieme nella grande pista dotata di pali per la pole dance dall’aria psichedelica e un po’ berlinese.

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Alle menti di Giuseppe Magistro e Fabrizio Ferrini ed alla musica di Marco Cresci si affianca un intrattenimento decisamente alternativo: The Glitz Girlz e Lalla Bittch che ogni sera ci piegano letteralmente dal ridere, con le loro performance che non si possono davvero spiegare a parole.

E la location è davvero da urlo: insegne esterne al neon a intermittenza per uno Strip Club stile vecchia Milano dallo stile desueto e a tratti un po’ bavoso, con moquette per terra e grande scalinata di specchi con lampadario fastoso annesso che danno l’accesso al dancefloor sotterraneo.

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Insomma, una stagione appena iniziata e che promette davvero bene, con quel “666” davanti che fa tanto girone infernale, un po’ arty e un po’ pulp, come sempre dopotutto.

Ogni sabato sera da mezzanotte al Vanilla Strip Club in Via Turati 29, Milano. 

FAIRY: inizia il Food Tour

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E’ proprio vero: una volta che mangi, li dovrai pure lavare i piatti.

Ed è per questo che Fairy, uno dei brand storici del colosso P&G (all’anagrafe il signor Procter e il signor Gamble) ha avuto un’ottima idea a livello di social media marketing: quella di seguire il trend del food bloggin’ e di ingaggiare una giovane e bella fanciulla, in questo caso Sara Milletti (autrice del blog “L’appetito vien leggendo”) per un vero e proprio “Food Tour”.

Il tutto bordo di una fiammante Fiat 500 targata Fairy che toccherà nove regioni italiane all’insegna di ricette gustose e ottime immagini grazie al supporto del fotografo e in questo caso compagno di viaggio Claudio Cipriani.

La penna, la simpatia e la creatività della blogger Sara Milletti sarà sicuramente in grado di rendere questo viaggio fra i sapori d’Italia interessante e raccontato come una sorta di diario di viaggio fra i sapori inediti del Bel Paese.

Ma veniamo alla parte gustosa di questa presentazione dedicata ai blogger, che ha avuto luogo ieri presso InKitchen Loft in Porta Romana. Tre chef d’eccezione hanno reso la serata una delizia per il palato, ognuno per una parte geografica dello stivale: sud, centro e nord (nonostante tutti e tre abbiano un ristorante proprio in città).

Stiamo parlando di Viviana Varese per il sud (Ristorante “Alice” in Via Adige 9), di Fabio Baldassarre (“Unico” in Viale Achille Papa 30) per il centro e di Matteo Fronduti (Ristorante “Manna” P.le Governo Provvisiorio 6) per il nord.

Che dire: piatti eccellenti preparati con un’amore, una passione e una professionalità davvero notevoli.

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Dalla pasta e fagioli polipo e cozze di Viviana, al risotto con pecorino di Pacentro ed erbette della Maiella al pepe e zafferano di Fabio, fino alla cheese cake cruda, vin brulè freddo e sorbetto di uva fragola di Matteo.

Tutti potranno seguire questo percorso di gusto sulla pagina facebook di Fairy Piatti ed i fan più appassionati avranno la possibilità di diventare ospiti speciali del Fairy Food Tour. Partecipare è semplice: inviando la propria migliore ricetta regionale, si ha la possibilità di diventare protagonisti del tour ed aprire, così, le porte della propria cucina.

Dopotutto: Fairy ama il buon cibo come lo ami tu.